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Archive for dicembre 2010

Con un ritmo serrato, continui colpi di scena e dialoghi pungenti, si può definire “Law abiding citizen” un thriller ben riuscito, in quanto, con sofisticati trucchetti, riesce a tenere lo spettatore incollato alla poltrona, dall’inizio alla fine, scuotendolo già con i primi, violentissimi tre minuti di visione. (altro…)

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Che Tim Burton sia il regista del gotico, del dark, della satira sociale per eccellenza è stato ampiamente dimostrato, ma in questo suo singolare lavoro, la profondità che caratterizza le sue tematiche (e che ormai abbiamo apprezzato in tutti i suoi film), lo porta ai limiti della drammaticità. (altro…)

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Ancora una volta Tim Burton riesce a creare una delicata fiaba ambientata in un universo di giganti, creature fantastiche, streghe e inventori di storie incredibili, mescolando una trama reale e un intreccio immaginario dove non si sa cosa sia vero e cosa non lo sia. “A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui, e così egli diventa immortale”. (altro…)

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Lo sceneggiatore Matthew Michael Carnahan, partendo da un concetto fondamentale, arriva ad esplicitare la sua tesi con convincenti argomentazioni e relative contro-argomentazioni: il suo punto di vista  è che la guerra possa essere percepita e rappresentata come un processo in evoluzione, instabile e pluristratificato, che si nutre di giustificazioni contrapposte e contrapponibili. Sulla base di questo punto cardine è strutturato l’intero film di Redford, in cui tre situazioni apparentemente dislocate vengono ad intersecarsi in più parti del montaggio, portando lo spettatore a porsi interrogativi apparentemente inconciliabili ma necessari per arrivare alla conclusione a cui lo vogliono condurre i tre contesti.

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